Fase due (Quarantine ai ferri)

Su gentile richiesta di un amico di faceBook, Matteo Valenti, che ha trascorso la quarantena lontano dalla sua macchina da maglieria, pubblico la versione della mascherina per lavorazione ai ferri, che ho deciso di chiamare Quarantine – fase2. Precisando che, così com’è, non ha valore di protezione medico-sanitaria, avendo una trama molto larga. La verità è che ci siamo divertiti parecchio a lavorarci sopra e questo ci è bastato per farci trascorrere questi giorni un po’ più serenamente.

Dunque, dopo qualche aggiustamento iniziale per capire il gauge esatto del suo filato/mano/ferri (non è facile confabulare a distanza via computer in generale, figuriamoci con un knitter entusiasta), alla fine ho deciso di calcolare due versioni: una per taglie grandi (la sua) e un’altra per taglie medio-piccole (la mia). Per quanto riguarda il filato, consiglio un cotone a piacimento che abbia lo stesso gauge indicato, in modo da ottenere le stesse dimensioni dei nostri prototipi. (Per i ferri accorciati alla tedesca potete seguire il videotutorial di Emma Fassio, per esempio).

Per i progetti più provocatori suggerisco di utilizzare questo modello come base e di rifinire successivamente la mascherina con decorazioni a piacimento, ricamate o applicate: si vedano, un esempio per tutti, le incredibili mascherine dell’artista tessile Yrurary.

Loader Loading…
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

scarica taglia M

Loader Loading…
EAD Logo Taking too long?

Reload Reload document
| Open Open in new tab

scarica taglia L

Guardate l’ultimo prototipo di Matteo, con il filato tinto da lui: ne avrà fatti cinque o sei, almeno (quel che si dice un knitter entusiasta).

la mia prima volta (con un CAD parametrico)

premessa
Valentina e Seamly2D sono due software open source gemelli, dedicati al disegno del cartamodello: precisamente il secondo è nato da una costola del primo, dopo la definitiva separazione dei due soci fondatori, l’americana Susan Spencer (addetta alle relazioni pubbliche) e l’ucraino Roman Telezhinsky (lo sviluppatore software).

There are now two projects that share the proverbial 99% of code base: 1) original Valentina project, forked by its founder Roman Telezhinsky, 2) Seamly2D, managed by Valentina’s other founder, Susan Spencer.” (Alexandre Prokoudine in questo articolo)

Io ho preferito lavorare su Valentina per comodità, avendo già installato nel mio computer una vecchia versione, recentemente aggiornata all’ultima. Da un punto di vista utilitaristico forse ho fatto inconsapevolmente la scelta migliore, perché lo sviluppatore di Valentina pare stia continuando a migliorane il codice, mentre Seamly2D sarebbe rimasto fermo alle traduzioni della versione ucraina. Staremo a vedere.

il corso
Tornando alle mie esperienze, ad ottobre ho partecipato al corso Cartamodelli digitali con Seamly2D/Valentina, tenuto a WeMake dalla maestra Sara Savian, la mia complice nei progetti di formazione in ambito moda (DigitalFashion).

Dove finalmente ho infranto un mio tabù personale su questo programma, abbastanza ostico da approcciare da autodidatta, come invece è mia abitudine fare.

È ostico perché la modellistica, il progetto del cartamodello, è un tema complesso: richiede solitamente anni di studi approfonditi in scuole costose, dove si impara, in poche parole, a vestire svariate tipologie di corpi umani, ridisegnandole stese su un piano bidimensionale (il tessuto).

Per farla breve, occorre acquisire un sistema elastico di regole, adattabile a molteplici variabili. Con tutte le implicazioni culturali che l’abito rappresenta. Ecco perché non esiste un sistema universale, ma una moltitudine: ogni scuola adotta e sviluppa il proprio metodo, con la pubblicazione di manuali più o meno aggiornati e ricercati.

Elenco dei sistemi di modellistica disponibile nelle preferenze del programma

Superato il timore reverenziale verso la modellistica — mitigato dal fatto che, in fondo, i cartamodelli per la maglia sono più semplici di quelli per il tessuto — ho imparato finalmente ad usare Valentina. Riscoprendolo come un software abbastanza intuitivo, ma soprattutto utile ai miei progetti maglifici… più di quel che immaginassi prima del corso.

Valentina non solo mi permette di disegnare in vettoriale, cosa che già facevo con Inkscape e Illustrator, ma anche di avere ogni tratto e curva misurabili e riconducibili al mio sistema di taglie. Perché il programma è quel che si dice un CAD parametrico: se per esempio cambio la misura dello scalfo, in automatico si modificherà anche la dimensione della manica, disegnata a parte ma collegata al tutto. Se imposto una taglia differente, in un solo clic cambierà tutto il cartamodello, in ogni suo singolo pezzo. Eccetera.

Ecco perché, a mio avviso, la parte più impegnativa è impadronirsi del linguaggio della modellistica e compilare delle tabelle-taglie il più organizzate possibile (in realtà, per fare questo Valentina contiene in sé degli strumenti che ti suggeriscono le misure del corpo da tenere in considerazione).

il prototipo
Dunque, il primo lavoro che ho realizzato dopo il corso, visibile in queste foto, è stato il progetto perfetto per iniziare: una cappa minimale dai contorni geometrici, ideata da Maryana Pyetsukh (ucraina anche lei!), studentessa in fashion design alla Naba di Milano. Siccome è ancora un progetto in corso d’opera, non posso raccontare molto di più, ma mi riservo di farlo in un articolo prossimo futuro, sempre con il suo consenso.

Per il momento passi la mia grandissima soddisfazione nell’aver messo in pratica gli insegnamenti della maestra Sara Savian, disegnando il protipo col software open source Valentina Cad. Open source, gratuito e multipiattaforma: chiunque può installarlo nel proprio computer e cominciare ad usarlo.