cappellino Melt the ICE

Vabòn, visto che l’hanno appena cancellato dal gruppo FB di maglieria Machine Knitting (probabilmente perché segnalato da qualche sostenitore MAGA a guardia del gruppo), ripropongo qui lo schema del cappellino rosso Melt the Ice. Semplice semplice, ieri sera l’ho smacchinato sulla Silver Reed SK860 finezza media, utilizzando un filato bulky della mia scorta e oggi l’ho indossato. Ho cambiato anche alcune cose, come la banda elastica a coste 2×2, anziché 1×1 e le diminuzioni ogni due giri anziché ad ogni giro. L’ho tolto dalla macchina e assemblato, pensando di dover fare qualche aggiustamento e invece… buona la prima! Smacchinato di sera e indossato all’indomani (fra l’altro nel giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, presenziate da una delegazione ICE, arrivata per direttissima dagli USA) (sarebbe da scriverci un trattato).

Il modello originale, per maglia ai ferri e uncinetto, condiviso su Ravelry da Needle & Skein, comincia così:
” Negli anni ’40, i norvegesi realizzavano e indossavano cappelli rossi a punta con una
nappa come forma di protesta contro l’occupazione nazista del loro paese.
Nel giro di due anni, i nazisti resero illegali questi cappelli e punirono per legge coloro
che li avessero realizzati, indossati o distribuiti. Come fornitori di artigianato tradizionale, abbiamo ritenuto opportuno rivisitare questo modello.”


Acquistatelo, come ho fatto io, perché tutti i proventi derivanti dalla vendita del modello saranno devoluti alle agenzie di assistenza agli immigrati, che distribuiranno i fondi a coloro che sono stati colpiti dalle azioni dell’ICE.

liberté, fraternité, vanisé!

Grazie al pregevole lavoro di Susan Glaus, che da diversi anni condivide disegni 3D di pezzi di ricambio per macchine da maglieria, sono riuscita a modificare il mio Modamatic 3000 (KG 88II, credo) per lavorare a due colori, in vanisé (plating knitting).

Andando al sodo, per modificare il Modamatic bisogna togliere la scocca e sostituire il tubicino mono-filato del beccafilo (yarn feeder) con quello doppio stampato in 3D, condiviso da Susan (lo trovi qui su Thingiverse )

Ma prima di cominciare, alcune considerazioni da tenere presente:
1. Innanzitutto ogni stampante 3D può sortire risultati differenti. Si sappia in ogni caso che l’obiettivo finale deve essere un tubicino con due vani interni il più lisci possibile, in cui il filato deve poter scorrere liberamente. Perciò per la stampa ho usato il PLA+, il filamento adatto ai lavori precisi e lisci. E poi ho provato a lisciare ulteriormente i due condotti facendo scorrere — su e giù per diverse volte — un ago stretto e lungo.
2. I due fili di lana colorati dovranno cadere giù dritti nel beccafilo (yarn feeder) e rimanere allineati uno davanti all’altro. Per aumentare la stabilità di questa posizione ho piegato un filo di acciaio armonico lungo circa 30 cm, da attaccare con il nastro adesivo sul Modamatic, esattamente sopra al beccafilo (vedi schema).
3. Per infilare i due filati di lana nel tubicino di plastica ho costruito una specie di ago sottile, piegando e torcendo un pezzo di filo di rame (vedi schema).
4. L’ equilibrio fra la tensione e lo spessore del filato è un fattore sempre importante. Ho ottenuto risultati migliori mettendo un filo sottile davanti (che si disporrà sui punti a rovescio, “purl”) e un filo leggermente più spesso dietro (che cadrà sui punti a dritto, “knit”). La disposizione dei due colori sarà identica in entrambi i lati e quindi quello che si otterrà è un gioco negativo-positivo di punti knit-purl. (È più facile farlo che spiegarlo, probabilmente).
5. Per i miei test ho utilizzato una Brother elettronica KH940 (First Lady-S) che funziona col Modamatic-3000, ma la modifica funziona su tutti i Modamatic, anche quelli per macchine a schede perforate. Dunque niente scuse, non rimane altro che sperimentare!



I passaggi per aprire il Modamatic e sostituire il beccafilo:

Colletto rever a maglia unita

Questo tutorial è in risposta alla richiesta di Elizabeth, che mi ha scritto ieri chiedendo aiuto per comprendere le istruzioni del manuale Brother Ribber Techniques, scaricato gratuitamente dal pregevole sito KnitStudium (che saluto e ringrazio: ciao Victor!) 🙂

Qui di seguito invece si può scaricare il mio PDF, con le foto dei passaggi principali e alcune brevi descrizioni, sempre in inglese, per completare la spiegazione.

A quanto pare Elizabeth non aveva ben chiaro il passaggio del filo di scarto, ma ricordandomi di un metodo simile per fare le asole dei bottoni sui bordi a maglia unita, sono riuscita a capire.

In breve: bisogna modellare la forma del bavero con gli aghi sospesi (la parte più difficile a mio avviso, perché si devono posizionare i pesi sotto alla macchina nei punti giusti, in modo da assicurare la corretta tensione della maglia). E poi fare un giro in tubolare manualmente, utilizzando un pezzo di filo di scarto: a fine lavoro, quando si sfilerà il filo extra, bisognerà chiudere le maglie aperte — dopo averle bloccate con una bella svaporata — utilizzando un ago da maglia. Anche per le finiture si può consultare il manuale, in cui viene spiegato il metodo in tubolare (lo stesso che ho usato io nel mio campione).

Fammi sapere, buona maglia!

sk860, doppio jacquard ed effetto bird’s eye

Per fare il doppio jacquard (o DBJ, double bed jacquard) sulle macchine elettroniche a finezza media e bulky, con l’effetto bird’s eye sul retro del lavoro, bisogna manipolare gli aghi della seconda frontura (ribber), alzandoli alternativamente (EON, every other needle), ad ogni giro. Questo perché i carrelli della seconda frontura non hanno la funzione automatica che lo consente, come le manopoline lili presenti nelle Brother standard e i tasti 1-1 nelle Silver Reed standard e fine.

Nel video ometto solo il piazzamento delle camme magnetiche (anche se si vedono bene in diversi momenti), che servono al carrello per rilevare gli aghi e sincronizzare la lavorazione dal computer alla macchina: le dispongo esattamente in corrispondenza dell’ultimo e primo ago/pixel del disegno, ovvero nel 58° ago a sinistra e 59° ago a destra. Nella seconda frontura avrò quindi esattamente 58+58 aghi, in numero pari, sfalsati di mezzo punto (leva di spostamento in H), come per la maglia unita.

Ecco come si fa (attiva i cookies per visualizzare il video qui sotto e non dimenticare i sottotitoli, per una migliore comprensione dei passaggi):

Kefiah, Kufiya, Shemagh, Keffiyeh pattern

L’ 11 Maggio è la giornata mondiale della Kefiah (scritto e pronunciato all’italiana), o World kufiya/keffiyeh day, il copricapo tradizionale arabo, simbolo della resistenza Palestinese, nonché della Palestina stessa.

foglie d’ulivo: forza, resilienza, perseveranza.
rete da pesca: collegamento tra i marinai palestinesi e il Mediterraneo.
linee in grassetto: rotte commerciali che attraversano la Palestina, inclusa la Via della seta.

Se desiderate acquistare una kefiah tradizionale, assicuratevi di acquistarla da negozi gestiti da palestinesi: Hirbawi · KUVRD · Paliroots [fonte: JL Turnham, su Ravelry]

Ad oggi, mentre scrivo, credo di aver capito — dal loro profilo Instagram — che gli unici rimasti in attività siano i primi dei tre citati, Hirbawi.
Infine, un paio di link per approfondire i temi sulla devastazione e la sostituzione etnica in atto in Palestina.

Qui di seguito potete scaricare e copiare la mia versione di pattern per macchine da maglieria elettroniche: la rete da pesca è un modulo 8 x 14 px, la foglia d’ulivo è 16 x 6 px