liberté, fraternité, vanisé!

Grazie al pregevole lavoro di Susan Glaus, che da diversi anni condivide disegni 3D di pezzi di ricambio per macchine da maglieria, sono riuscita a modificare il mio Modamatic 3000 (KG 88II, credo) per lavorare a due colori, in vanisé (plating knitting).

Andando al sodo, per modificare il Modamatic bisogna togliere la scocca e sostituire il tubicino mono-filato del beccafilo (yarn feeder) con quello doppio stampato in 3D, condiviso da Susan (lo trovi qui su Thingiverse )

Ma prima di cominciare, alcune considerazioni da tenere presente:
1. Innanzitutto ogni stampante 3D può sortire risultati differenti. Si sappia in ogni caso che l’obiettivo finale deve essere un tubicino con due vani interni il più lisci possibile, in cui il filato deve poter scorrere liberamente. Perciò per la stampa ho usato il PLA+, il filamento adatto ai lavori precisi e lisci. E poi ho provato a lisciare ulteriormente i due condotti facendo scorrere — su e giù per diverse volte — un ago stretto e lungo.
2. I due fili di lana colorati dovranno cadere giù dritti nel beccafilo (yarn feeder) e rimanere allineati uno davanti all’altro. Per aumentare la stabilità di questa posizione ho piegato un filo di acciaio armonico lungo circa 30 cm, da attaccare con il nastro adesivo sul Modamatic, esattamente sopra al beccafilo (vedi schema).
3. Per infilare i due filati di lana nel tubicino di plastica ho costruito una specie di ago sottile, piegando e torcendo un pezzo di filo di rame (vedi schema).
4. L’ equilibrio fra la tensione e lo spessore del filato è un fattore sempre importante. Ho ottenuto risultati migliori mettendo un filo sottile davanti (che si disporrà sui punti a rovescio, “purl”) e un filo leggermente più spesso dietro (che cadrà sui punti a dritto, “knit”). La disposizione dei due colori sarà identica in entrambi i lati e quindi quello che si otterrà è un gioco negativo-positivo di punti knit-purl. (È più facile farlo che spiegarlo, probabilmente).
5. Per i miei test ho utilizzato una Brother elettronica KH940 (First Lady-S) che funziona col Modamatic-3000, ma la modifica funziona su tutti i Modamatic, anche quelli per macchine a schede perforate. Dunque niente scuse, non rimane altro che sperimentare!



I passaggi per aprire il Modamatic e sostituire il beccafilo:

Colletto rever a maglia unita

Questo tutorial è in risposta alla richiesta di Elizabeth, che mi ha scritto ieri chiedendo aiuto per comprendere le istruzioni del manuale Brother Ribber Techniques, scaricato gratuitamente dal pregevole sito KnitStudium (che saluto e ringrazio: ciao Victor!) 🙂

Qui di seguito invece si può scaricare il mio PDF, con le foto dei passaggi principali e alcune brevi descrizioni, sempre in inglese, per completare la spiegazione.

A quanto pare Elizabeth non aveva ben chiaro il passaggio del filo di scarto, ma ricordandomi di un metodo simile per fare le asole dei bottoni sui bordi a maglia unita, sono riuscita a capire.

In breve: bisogna modellare la forma del bavero con gli aghi sospesi (la parte più difficile a mio avviso, perché si devono posizionare i pesi sotto alla macchina nei punti giusti, in modo da assicurare la corretta tensione della maglia). E poi fare un giro in tubolare manualmente, utilizzando un pezzo di filo di scarto: a fine lavoro, quando si sfilerà il filo extra, bisognerà chiudere le maglie aperte — dopo averle bloccate con una bella svaporata — utilizzando un ago da maglia. Anche per le finiture si può consultare il manuale, in cui viene spiegato il metodo in tubolare (lo stesso che ho usato io nel mio campione).

Fammi sapere, buona maglia!

sk860, doppio jacquard ed effetto bird’s eye

Per fare il doppio jacquard (o DBJ, double bed jacquard) sulle macchine elettroniche a finezza media e bulky, con l’effetto bird’s eye sul retro del lavoro, bisogna manipolare gli aghi della seconda frontura (ribber), alzandoli alternativamente (EON, every other needle), ad ogni giro. Questo perché i carrelli della seconda frontura non hanno la funzione automatica che lo consente, come le manopoline lili presenti nelle Brother standard e i tasti 1-1 nelle Silver Reed standard e fine.

Nel video ometto solo il piazzamento delle camme magnetiche (anche se si vedono bene in diversi momenti), che servono al carrello per rilevare gli aghi e sincronizzare la lavorazione dal computer alla macchina: le dispongo esattamente in corrispondenza dell’ultimo e primo ago/pixel del disegno, ovvero nel 58° ago a sinistra e 59° ago a destra. Nella seconda frontura avrò quindi esattamente 58+58 aghi, in numero pari, sfalsati di mezzo punto (leva di spostamento in H), come per la maglia unita.

Ecco come si fa (attiva i cookies per visualizzare il video qui sotto e non dimenticare i sottotitoli, per una migliore comprensione dei passaggi):

punto rete ratatatata (vs time warp single bed)

un video tutorial fresco fresco, nel tentativo di riprodurre uno splendido punto a rete di una maglia di… indovina chi? Brunello Cucinelli, sempre lui! A dire il vero questo punto mi ossessiona da un paio di anni, tant’è che ne ho fatto una precedente versione, più lunga e noiosa da realizzare, ma comunque diversa dall’originale. Forse anche adesso non è esattamente la stessa identica rete, ma mi ritengo soddisfatta, avendo semplificato la lavorazione a pochi e veloci spunzonamenti.

La base è una costa 1×1, lavorata in questo caso sulla SK860/SR860, a tensione 2 (frontura principale) e 4 (ribber), con spostamenti (rack) a destra-sinistra e trasferimenti a punzone. Ho usato il punzone da 7 crune, livellando gli aghi per lo scarto 1×1 delle coste. È un attrezzo raro per la finezza passo 6.5 mm ma l’ho avuto a corredo della macchina (grazie Cristina sei un tesoro! ^ ^ ). Chiaramente il punto può essere riprodotto con una qualsiasi macchina da maglieria domestica dotata di seconda frontura (ribber) e leva di spostamento (racking lever). Buona maglia!

(accetta i cookies per guardare il video tutorial incorporato qui sotto e se vuoi attiva i sottotitoli con la descrizione passo passo)


aggiornamento: aggiungo qui di seguito un secondo video tutorial del punto rete, realizzato con la sola frontura principale, a quanto pare la versione più accreditata.
Fatto buffo: nel gruppo facebook Machine Knitting, in cui l’ho pubblicato per cercare collaborazione, ormai questa versione è soprannominata Time Warp, perché nel post ho esordito così “it’s just a jump to the left, and then a step to right” : ))

lo schema corretto in simboli

scheda perforata del punto per lavorazione con carrello del traforato

se vuoi usare un carrello del traforato, questo è lo schema che devi trasferire alla macchina

ulteriore schema per lavorazione ai ferri (con la variante della catenella singola a rovescio anziché a dritto)

un bordo semplice, ideale per cardigan

Un mio follower (che saluto, ciao Sasha!) recentemente mia ha chiesto consiglio su come rendere il bordo verticale per il suo cardigan — a maglia rasata, usando quindi solo la prima frontura della Brother standard gauge — piatto e chiuso. La sua prova infatti, una striscia semplice in rasata, una volta piegata a metà e cucita sul bordo del maglione, tendeva ad aprirsi e ad assumere più l’aspetto di un tubolare che di una bordatura piatta e doppia.
Gli ho suggerito questa soluzione, che pare abbia funzionato: creare nel mezzo del bordo una linea di punti allungati, tipo tuck, ma utilizzando la modalità aghi sospesi (H) del carrello. Quello che si ottiene è un segno di piega pulito, che si può consolidare svaporando la colonnina di punti allungati sul retro del bordo: nel mio video avvio 9 aghi a sinistra, 1 per la piega, 10 aghi a destra, in maniera asimmetrica. E quando lo piego a metà, la colonnina rimane spostata in un lato, nel retro del bordino.


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