non buttare, aggiusta! …

… è il motto dell’Instagram Riusiamo del mio amico Maox Occoffer, che del riciclo creativo ne ha fatto un vero e proprio stile di vita. Siccome è anche un bravo disegnatore 3D, appena ha acquistato la sua fidata stampante Prusa, gli ho chiesto di ricostruirmi il tasto di plastica delle coste perlate di un carrello Brother (arrivato a me già rotto).

Questo è il risultato… perfetto direi, sia per la forma che per il funzionamento:

Per aggiustarlo ho dovuto per prima cosa aprire il carrello: lo si fa svitando le quattro viti d’ottone che si trovano ai lati della parte inferiore (vedi la foto con le frecce)

Dopodiché ho sfilato delicatamente la rondella di metallo autobloccante del pulsante, facendo molta attenzione a non spanare il perno di plastica in cui è incastrata (vedi foto sottostante con la freccia)

Infine ho sostituito il tasto con quello nuovo fresco di stampa, bloccandolo dinuovo con la sua rondella autobloccante. Ho richiuso bene il tutto, non prima di aver verificato che la leva del tasto fosse incastrata correttamente nel meccanismo del carrello che fa muovere la camma. Et voilà!

Clicca su questo link per scaricare gratuitamente il file in formato .stl dalla piattaforma Thingiverse, dove Maox lo ha caricato per condividerlo con chi ne ha bisogno!

disegno del tasto con le misure

facili ma importanti interventi di manutenzione sul carrello principale · brother KH910

Per sbloccare i meccanismi induriti del carrello spesso è sufficiente passare un po’ di aria calda di phon nei punti difettosi, in modo da sciogliere il vecchio grasso impastato; altre volte invece è necessario aprire il carrello per pulire più in profondità. Procedi allora in questo modo:


1. togli le due viti che fissano la copertura in plastica alla base metallica: sono le due uniche ottonate (vedi freccia).

le due viti sono uguali e speculari, una a destra e l’altra a sinistra del carrello

2. Togli la maniglia svitando i due perni neri che la fissano al carrello.

3. Posiziona la rotella con la tacca sopra allo zero: con questo accorgimento sarà più semplice ricordare come rimontarla (l’incavo nella rondella nera corrisponde alla tacca arancione sul tappo); quindi solleva il tappo con un cacciavite piatto, togli la vite e la rondella nera di fissaggio; estrai tutta la rotella di plastica.

4. Solleva la copertura del carrello, facendo attenzione ai tre pezzi di plastica, che a questo punto sono solo appoggiati: osservali bene per poterli rimettere poi al loro posto nel modo corretto, dopodiché toglili.

5. A questo punto è possibile fare una pulizia più che soddisfacente, senza dover smontare ulteriori pezzi, il cui ripristino richiederebbe molta accuratezza e confidenza con i meccanismi. Intanto puoi eliminare lo sporco di grasso misto a lanuggine e polvere — il tuo nemico più caro — che sicuramente si annida lì sotto.

6. Quindi, dopo aver pulito e oliato tutto per bene, per riassemblare gli elementi smontati non rimane che procedere a ritroso. In ultimo, inserisci la rotella di tensione fin dove si blocca (ricordati la posizione dello zero); fai combaciare l’incavo della rondella nera di fisaggio con lo zero e avvitala; inserisci il tappo e verifica che la tacca arancione combaci perfettamente con lo zero nella rotella, altrimenti risistema la rondella nera. Controlla che tutto sia in ordine (soprattutto di non aver avanzato viti) e rimonta il carrello sul letto degli aghi.

Arrivando alle magagne specifiche del mio carrello, ho dovuto sbloccare il perno della levetta che permette il ritorno degli aghi dalla posizione E, alla posizione di lavoro B: semplicemente insinuando in tutti i modi dell’olio (quello delle macchine per cucire, uso sempre quello) nel punto indicato dalla freccia e smanettando la levetta nera su e giù, finché si è liberata.

Inoltre, ruotando la manopola KC-KCII ho potuto rilevare un secondo intoppo, responsabile, come ho verificato in seguito, del blocco improvviso degli aghi in posizione D (seccatura ben più importante rispetto alla precedente): avantaggiata dall’avere il carrello aperto, sono riuscita a spazzolare e oliare la parte indurita, da entrambi i lati.

la levetta vista dai due lati del carrello

Siccome era molto bloccato, ho dovuto estrarre il pezzo che copre la levetta, svitando la vite affianco (indicata dalla freccia). Questa operazione non rappresenta un rischio per la stabilità del carrello: semplicemente permette un’oliatura più profonda e lo sbloccaggio definitivo. Rimontato tutto al suo posto, adesso il carrello è come nuovo, pronto per essere adoperato sfruttando appieno tutte le sue funzioni.

sostituire il condensatore di una brother-kh910

quando acquisti una macchina elettronica ad un prezzo stracciato significa per lo più che la macchina non è revisionata di recente (o addirittura non lo è mai stata) e dunque che avrai bisogno di spenderci ulteriori risorse per rimetterla in funzione: del denaro, se hai la possibilità di lasciarla nelle mani di un bravo macchinista/riparatore/elettrotecnico, oppure dell’olio di gomito e un po’ di dedizione, se preferisci la strada del DIY. Io ho sempre preferito la seconda soluzione, per tre motivi: intanto perché più adeguata alle mie tasche. In secondo luogo perché occuparsi personalmente della manutenzione aiuta a prendere confidenza con lo strumento e, infine, perché ho la fortuna di avere al mio fianco un Tesorone, col pallino dell’elettronica.

Arrivando al dunque, quando ricevi la macchina ‘nuova’, dopo averla sommariamente ripulita per le prove di accensione, preparati alla prima inconvenienza che puntualmente ti si presenterà: lo scoppio del condensatore dell’alimentazione, situato in corrispondenza del pulsante on/off. Oltre al suono improvviso (PPOFFFFH!) e allo spegnimento della macchina, si vede uscire un lieve fumo dalla scocca destra della macchina e si sente il tipico odore di carta bruciata (internamente i condensatori erano fatti di cartone). Abbastanza sgradevole, direi.

Sostituirlo non è difficilissimo, ma chiaramente occorre avere gli strumenti/materiali giusti, come: un cacciavite a stella (con la punta un po’ grossa per non spanare le viti), un taglierino, un saldatore, dello stagno, un tronchesino (per accorciare i ‘piedini’ dei condensatori nuovi, una volta saldati). E naturalmente i componenti nuovi, facilmente reperibili nei negozi di elettronica oppure in rete: io li ho comprati a Milano da Franchi in via Padova, spendendo solo 1,40 euro per quattro condensatori e due fusibili (ho preso tutto doppio per eventuali riparazioni future).

i fusibili sono di tipo ritardato: sovente quando salta uno dei condensatori succede che si bruci anche il fusibile, come infatti è accaduto a me

Qui nella gallery trovi i passaggi principali della riparazione, ma per completezza ti consiglio di guardare anche questo esaustivo tutorial in inglese, basato su una KH930. Buon lavoro.