disfare e rigenerare un filato

in questo articolo mostrerò come ho recuperato un filato pregiato già lavorato, lavato e bloccato. Grazie a Matt, che mi ha messo a conoscenza del trucchetto del coperchio col foro… molto steampunk ;D

procedimento
occorre una pentola di medio-piccole dimensioni, un coperchio col foro per il vapore e qualche bicchiere d’acqua. Opzionale (ma consigliato): un bobinatore a manovella per avvolgere il filo da riutilizzare in forma di cake, o da lasciare direttamente sul conetto.
Chiaramente, chi preferisce le matasse può utilizzare invece un arcolaio, mentre chi non avesse né l’uno né l’altro, può avvolgere il filo sulle mani e formare il classico gomitolo. In ogni caso è bene lasciare il tutto molto arioso e morbido (il filo quindi deve essere lento, mai teso), in modo da lasciare che le fibre si asciughino riprendendo l’aspetto ‘sofficioso’ (fluffy) definitivo.

Con il mio metodo abituale avrei per prima cosa avvolto il filo in una matassa, poi l’avrei svaporata con il ferro e, dopo l’asciugatura, avrei rimesso la matassa nell’arcolaio per passare il filo al bobinatore a manovella e formare la mia rocchetta. In questo modo invece, con la pentola d’acqua sul fornello, ho potuto fare tutti i passaggi in un colpo solo. Booom!

scarta aghi superFluo

Nuova produzione di struMenti per macchine da maglieria: gli scarta aghi in Pmma, colore giallo fluo evidenziatore.
Progettati in modo da evitare il fastidioso effetto parallasse nel righello, con l’invito a punta per ‘agganciare’ il pettine nelle scanalature del letto degli aghi e consentire movimenti più fluidi durante la selezione degli aghi.

Per diverse finezze (distanza fra un ago e l’altro) e diversi scarti:
1/1 · 1/2 · 2/2 · 2/3 · 1/5 · 3/1 · 1/3

  • fine gauge (3.5 e 3.6 mm)
  • standard gauge (4.5 mm)
  • bulky gauge (9 mm)
  • mid gauge (6.5 mm)
  • europee finezza 5 (5 mm)

(produzioni on demand, anche di un pezzo singolo, oppure visita il mio Etsy store)

E lode al Cespuglio di Gino di Ennio Lucini, 1968
(con riferimento allo scultore Gino Marotta).

conetti in cartone riciclato per bobinatore Brother Royale Jumbo

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Costruirsi gli strumenti da sé ha sempre il suo fascino e valore: in questo caso si tratta di accessori abbastanza rari e difficili da reperire nel mercato del seconda mano, ovvero i conetti del bobinatore/attorcigliatore a manovella Brother Royale Jumbo. Quello grande con i due volani e il regola tensione, per intenderci.

Costruirli come faccio io è piuttosto facile, ma richiede un po’ di metodo:
• stampa (senza scalare) e taglia il cartamodello del documento PDF in allegato qui sopra
• applica i due singoli pezzi del cartamodello, il cono aperto e il cerchio, sopra ad un cartoncino (io riciclo le confezioni di alimenti come il riso, biscotti, panettoni, eccetera) e fissali con alcuni pezzi di scotch
• ritaglia col taglierino i pezzi dal cartone, aiutandoti con una riga di metallo ed eventualmente anche con le forbici per le parti curve
• curva e chiudi il cono, pinzando il lato della linguetta con una cucitrice a punti metallici
• inserisci il cono di cartone nel portacono del bobinatore, spingendolo bene in fondo. Inserisci il cerchio più piccolo all’interno del conetto di cartone, fin dove si appoggia al bobinatore. Fissa il cerchio di cartone alle pareti del cono con dello scotch. Per ottenere un conetto più stabile, ritaglia un secondo cerchio di rinforzo e inseriscilo sopra al primo che hai già fissato, senza ulteriore nastro adesivo: servirà ad evitare che il conetto di cartone ‘collassi’ con la tensione del filato.

Utilizza questi coni in cartone riciclato inserendoli nella base del bobinatore — al posto del cono originale in plastica — e fissandoli con due pezzi di nastro adesivo (vedi disegno nel documento PDF). Quando avrai finito di avvolgere il filato, estrai tutto il conetto staccando contemporaneamente i due pezzi di scotch. In questo modo potrai utilizzare il bobinatore Jumbo Royale Brother al suo meglio, per ogni tipo di filato che ti occorre lavorare, anche se non disponi (come me) dei coni di ricambio in plastica originali.

Se ti sei perso/a il pattern dei coni più piccoli, ecco qui il link all’articolo dove puoi scaricarlo. Buon lavoro.

PS: qui di seguito ho aggiunto un video sull’utilizzo di questi bobinatori per attorcigliare. Non è lo stesso identico modello del Brother Royale Jumbo, ma il sistema non cambia: la torsione che si ottiene è leggera, ma è sufficiente per assicurare una piacevole ‘mescolanza’ fra i due filati, una volta lavorati.

non gettiamo la spugna!

Da un paio di anni ho scoperto come evitare di acquistare le spugne in plastica usa-e-getta per lavare i piatti: creandone di mie, in maglia, con del filo grosso di cotone colorato o naturale per alimenti. Dopo alcune prove, il punto prescelto è il classico legaccio che, con la sua struttura ‘molleggiante’, rende la superficie del panno solcata da rilievi, resistente, morbida ed elastica. Tant’è, consiglio di usarle anche per lavare viso e corpo, magari scegliendo cotoni più morbidi, aumentando il formato e creando un’asola (una doppia-catenella all’uncinetto) per poterle appendere ai gancetti del bagno.
In alto i ferri dunque!, nel tentativo di ridurre la plastica dal nostro quotidiano.

• ferri n.3 mm
• ago da maglia
• cotone grezzo naturale da 50 gr per 40m
• punto legaccio
• cuciture invisibili

per la versione grande con asola:
• cotone grezzo naturale 100 gr/80m
• uncinetto 2,5/3 mm
• catenella doppia

  1. avvia 16 maglie, lasciando un pezzo di filo lungo circa 3 o 4 volte il lato lungo della spugna (circa 50 cm vanno più che bene) e lavora a legaccio un rettangolo di maglia, per circa 98 giri. Alla fine lascia le maglie aperte sul ferro e una coda di filo circa 3-4 volte la lunghezza della somma dei due lati della spugna. Fai in modo che la codina d’inizio e quella finale si trovino nello stesso lato (vedi lo schema).
  2. piega a metà il rettangolo ottenuto e cuci dapprima il lato lungo, utilizzando il filo lasciato all’inizio. Chiudi con una cucitura invisibile — come illustrato qui sotto — e intreccia la codina di filo che avanza, per fermarla.
    Chiudi anche i rimanenti due lati, utilizzando l’altro pezzo di filo. Se vuoi fare anche l’asola, prima di intrecciare l’avanzo della seconda codina (un po’ più lungo), con un uncinetto esegui una catenella doppia.

conetti in cartone riciclato e lana vintage

In dicembre Ester mi ha regalato una quintalata di lana finissima in matasse, recuperata a sua volta da un giro di sferruzzatrici che hanno rilevato l’eredità di una designer, purtroppo a me ancora sconosciuta. Spero prima o poi di scoprirne il nome. Intanto, nel filato ho trovato delle etichette che ne tracciano la provenienza — famiglia Zegna, dunque Biellese e Valsesia, Piemonte — e lo datano nella seconda metà del 1960. Il titolo di tutte le matasse, sottilissimo, corrisponde in media al 2/36-2/48-1/25.

Dunque, perché non autocostruirmi dei conetti da utilizzare col mio roccatore a manovella, per smatassare quei 9-10 kg di filato e poterlo usare a 3, 4 o 5 fili? Farli è molto semplice, basta avere un taglierino, una forbice e una graffettatrice (a punti un po’ larghi). E del nastro adesivo.

  • scarica e stampa il pdf allegato qui sotto, in scala 1:1 su un foglio A4.
  • ritaglia lungo i bordi neri e appunta con lo scotch i tre ‘modelli’ di carta sul cartone (se ricicli le confezioni ad esempio di cereali, birra, ecc, è l’ideale).
  • taglia i tre pezzi definitivi dal cartone, utilizzando un cutter affilato e le forbici.
  • ora assembla i pezzi ottenuti, cominciando a curvare la parte con i dentini e richiudendola sulla linguetta con la graffettatrice.
  • inserisci il cerchio grande, quello col buco, e fissalo con la graffettatrice ai ‘dentini’ (ripiegati all’infuori), a formare la base del cono.
  • infine inserisci il cerchio piccolo di rinforzo all’interno, a mo’ di tappo, all’altezza circa della linea tratteggiata (fin dove si incastra): questo passaggio è più pratico se infili prima il conetto nel porta-cono del roccatore.
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aggiornamento (dicembre 2020): in questo nuovo articolo puoi scaricare il cartamodello per i coni più grandi, adatti al bobinatore Brother Royale Jumbo.